Il presidente francese Emmanuel Macron ha chiesto un’applicazione immediata e più rigorosa delle normative digitali dell’Unione Europea per contrastare la crescente interferenza straniera nelle prossime elezioni. In una lettera alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, Macron ha messo in guardia dalle crescenti minacce ai processi democratici e ha sollecitato un’azione rapida per proteggere l’integrità elettorale in tutto il blocco. La mossa arriva mentre la Francia si prepara alle elezioni presidenziali del prossimo anno, con crescenti preoccupazioni per la potenziale ingerenza di nazioni come la Russia.

Crescenti minacce all’integrità elettorale

La lettera di Macron, datata 16 marzo, sottolinea la necessità di misure proattive in un contesto di “moltiplicazione di posizioni ostili” contro i valori democratici. I servizi di sicurezza francesi hanno già identificato diversi tentativi di interferenza durante le recenti campagne municipali, sottolineando l’urgenza della situazione. Il presidente ha espressamente esortato von der Leyen a sfruttare il Digital Services Act (DSA) dell’UE per fare pressione su piattaforme come Meta (Facebook, Instagram), X e TikTok affinché moderino in modo aggressivo i contenuti e impediscano la manipolazione dei processi elettorali.

La legge sui servizi digitali: uno strumento chiave

Il DSA, un regolamento fondamentale dell’UE, richiede che le piattaforme valutino e mitighino i rischi sistemici che potrebbero interrompere le elezioni. La richiesta di Macron non riguarda nuove leggi ma la piena applicazione degli obblighi esistenti. Ciò include il contenimento dell’amplificazione algoritmica della disinformazione virale, l’etichettatura dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale, la rimozione di account falsi e la garanzia della trasparenza nella pubblicità politica.

Secondo la DSA, le piattaforme rischiano sanzioni fino al 6% delle loro entrate globali per la non conformità, un deterrente significativo se applicato correttamente. La Commissione deve essere pronta a utilizzare questi poteri, ha sostenuto Macron, emettendo ingiunzioni, misure di salvaguardia e sanzioni quando necessario.

Casi recenti di interferenze: un campanello d’allarme

L’appello all’azione fa seguito alle recenti indagini su sospette interferenze elettorali. Meta è stato indagato prima del voto del Parlamento europeo del 2024, mentre TikTok è stato sottoposto a controllo sulla sua gestione dei rischi durante le elezioni presidenziali rumene.

In Romania, le preoccupazioni sul ruolo di TikTok nella vittoria al primo turno dell’ultranazionalista Călin Georgescu erano così gravi che il voto è stato annullato dopo che l’intelligence ha rivelato una manipolazione coordinata attraverso l’amplificazione algoritmica e account falsi. Questo caso dimostra il pericolo reale e immediato di un’interferenza digitale incontrollata.

Creazione di una forza di risposta rapida

Macron sostiene una “forza d’attacco complementare” tra Bruxelles e le capitali dell’UE, in grado di agire rapidamente contro le interferenze straniere. L’obiettivo non è solo reagire agli incidenti, ma smantellare in modo proattivo le reti di manipolazione prima che possano avere un impatto sulle elezioni.

“L’integrità del discorso civico e dei processi elettorali è fondamentale”, ha scritto Macron, sottolineando la necessità di una risposta coordinata e aggressiva per proteggere le istituzioni democratiche.

L’UE si trova ora ad affrontare elezioni critiche in 11 Stati membri nel 2026, con Francia, Italia e Polonia che otterranno voti chiave nel 2027, dove i partiti euroscettici stanno guadagnando terreno. La risposta della Commissione determinerà se il blocco sarà in grado di difendere efficacemente i suoi processi democratici contro minacce digitali sempre più sofisticate.