Uno dei fondatori di OpenAI, Andrej Karpathy, ha recentemente pubblicato e poi rimosso un elenco che classifica i lavori negli Stati Uniti in base alla loro vulnerabilità all’intelligenza artificiale. L’analisi, basata sui dati del Bureau of Labor Statistics, ha assegnato un punteggio di “esposizione all’intelligenza artificiale” (0-10) a 143 milioni di posizioni. Maggiore è il punteggio, maggiore è il rischio di automazione o integrazione dell’intelligenza artificiale.
Classifica dell’esposizione AI
I dati hanno rivelato una tendenza controintuitiva: i lavori più retribuiti subiscono maggiori interruzioni dell’intelligenza artificiale. Ruoli come sviluppatori di software, data scientist e analisti finanziari sono in cima alla lista, mentre le posizioni nell’edilizia, nel barbiere e nell’assistenza infermieristica hanno mostrato un’esposizione minima.
Questa scoperta contrasta con le ipotesi precedenti secondo cui i lavori poco qualificati sono i più a rischio. L’approccio di Karpathy ha utilizzato un modello di intelligenza artificiale per valutare quanto sia “digitale” ogni lavoro, ovvero quanto facilmente i suoi compiti possano essere automatizzati. Questa metrica non garantisce lo spostamento ma indica il potenziale di cambiamento.
Perché l’elenco è stato rimosso
Karpathy ha cancellato i dati dopo che gli utenti li hanno interpretati erroneamente come una previsione definitiva della perdita di posti di lavoro. Ha spiegato su X (ex Twitter) che il punteggio di “esposizione” era solo uno dei fattori, ignorando la domanda del mondo reale e i fattori economici. Ha ripristinato i dati in seguito, chiarendo che l’impatto dell’IA è complesso.
Impatto dell’intelligenza artificiale: cosa dicono altre ricerche
I risultati di Karpathy sono in linea con altri rapporti. Lo studio di OpenAI del 2023 ha mostrato tendenze simili, mentre il recente rapporto di Anthropic ha rilevato un’elevata esposizione all’IA nelle professioni ben retribuite. Tuttavia, nonostante il rischio, la disoccupazione di massa dovuta all’intelligenza artificiale non si è ancora materializzata. La ricerca di Anthropic suggerisce rallentamenti nelle assunzioni per i lavoratori più giovani in ruoli ad alta esposizione, ma nessuna perdita sistematica di posti di lavoro.
“Non riscontriamo alcun aumento sistematico della disoccupazione per i lavoratori altamente esposti dalla fine del 2022”, osserva il rapporto Anthropic, “anche se troviamo prove suggestive che l’assunzione di lavoratori più giovani è rallentata nelle occupazioni esposte”.
Ciò suggerisce che l’intelligenza artificiale sta cambiando il modo in cui viene svolto il lavoro, anziché eliminare completamente i posti di lavoro. L’attenzione si sta spostando dalla sostituzione su vasta scala all’integrazione degli strumenti di intelligenza artificiale nei flussi di lavoro esistenti.
Il dibattito sull’impatto dell’IA sull’occupazione è ancora in corso. Sebbene alcuni lavori siano chiaramente più vulnerabili, gli effetti reali dipendono dalle forze economiche, dall’adattamento dei lavoratori e dal ritmo dell’adozione tecnologica.
