L’esercito portoghese sta modernizzando attivamente il proprio arsenale testando “munizioni vaganti” avanzate – spesso denominate “droni suicidi” – in un’esercitazione congiunta con gli alleati della NATO. Le esercitazioni Strong Impact 2026, tenutesi presso il campo militare di Santa Margarida, mostrano l’impegno del Portogallo nell’integrare tecnologie all’avanguardia nelle sue capacità di difesa. Questa non è semplicemente una prova di armi; è un segnale che il Portogallo è seriamente intenzionato a tenere il passo con la guerra moderna, che si basa sempre più su attacchi di droni di precisione.

Capacità chiave e valore strategico

A differenza dei missili tradizionali, queste munizioni vaganti offrono un vantaggio tattico significativo. Non necessitano di coordinate preimpostate; invece, passano con il mouse e cercano obiettivi in ​​tempo reale. Il portavoce dell’esercito, il tenente colonnello Hélder Parcelas, ha spiegato a Euronews che questo approccio “cerca e poi colpisci” consente agli operatori di confermare visivamente gli obiettivi prima di impegnarsi, riducendo drasticamente il rischio di danni collaterali.

Questa funzionalità è fondamentale per diversi motivi:

  • Flessibilità: gli attacchi possono essere interrotti o reindirizzati durante il volo in base all’evoluzione delle condizioni del campo di battaglia.
  • Precisione: gli operatori possono selezionare obiettivi di alto valore con un rischio minimo per i civili o le infrastrutture.
  • Resistenza: queste munizioni possono restare ferme per periodi prolungati, massimizzando la loro efficacia in ambienti dinamici.

Il sistema, sviluppato in collaborazione con la società portoghese UAVision ai sensi della legge sulla programmazione militare, è già alla sua seconda iterazione di test, dopo essere stato utilizzato nelle manovre lo scorso anno. L’obiettivo finale è quello di produrre a livello nazionale droni a lungo raggio e con un carico utile maggiore in Portogallo.

Collaborazione internazionale e obiettivi futuri

Strong Impact 2026 ha coinvolto 417 soldati di quattro stati membri della NATO: Portogallo (320), Spagna (91), Francia (4) e Romania (2 osservatori). Questa partecipazione internazionale sottolinea lo sforzo coordinato dell’Alleanza per adattarsi alle nuove realtà militari.

I test precedenti hanno messo in mostra il drone “Elanus”, che vanta:

  • Autonomia di 50 chilometri
  • Durata del volo di 30 minuti
  • Capacità di carico utile di 3 chilogrammi

L’ultimo giorno dell’esercitazione includerà una dimostrazione pubblica delle munizioni vaganti, confermando la trasparenza del Portogallo nell’adozione di questi sistemi d’arma avanzati.

Il ruolo attivo del Portogallo nelle missioni internazionali e i suoi costanti sforzi di modernizzazione evidenziano il suo impegno a lungo termine nei confronti della NATO. Lo sviluppo e il dispiegamento di questi droni segnalano un chiaro spostamento verso una strategia militare più precisa e adattabile, garantendo che il Portogallo rimanga un partner affidabile nell’Alleanza.