Nell’opinione pubblica sta emergendo una tendenza sorprendente: Gli americani preferirebbero vivere vicino a un magazzino di Amazon piuttosto che a un data center. Due recenti sondaggi, uno di Harvard/MIT e un altro della Quinnipiac University, evidenziano una crescente resistenza alla rapida espansione dei data center, anche se la loro domanda aumenta con la crescita dell’intelligenza artificiale e del cloud computing.

L’opposizione locale è significativa

Il sondaggio di Harvard/MIT ha rilevato che solo il 40% degli intervistati sarebbe favorevole alla costruzione di un data center nella propria zona, mentre il 32% sarebbe contrario. In particolare, più persone hanno invece espresso una preferenza per un magazzino e-commerce. Non si tratta solo di un’opposizione astratta: due terzi degli intervistati temono che i nuovi data center possano aumentare i costi locali dell’elettricità.

Ciò è importante perché i data center consumano enormi quantità di energia. Man mano che l’intelligenza artificiale e i servizi cloud diventano più onnipresenti, queste strutture diventeranno sempre più comuni, intensificando la pressione sulle reti elettriche locali e incidendo potenzialmente sulle bollette. Anche la promessa iniziale di creazione di posti di lavoro è vista come temporanea; una volta operativi, i data center richiedono personale minimo.

Disapprovazione diffusa

Il sondaggio Quinnipiac ha rivelato una disapprovazione ancora più forte: il 65% degli americani si oppone alla costruzione di un data center AI nella propria comunità, con solo il 24% a favore. Ciò suggerisce che la resistenza pubblica non si limita alle preoccupazioni economiche; si estende a preoccupazioni più ampie sull’impatto ambientale e sociale di queste strutture.

Perché è importante

La crescente reazione contro i data center rappresenta una sfida fondamentale per il settore tecnologico. Mentre la domanda di potenza di calcolo continua ad aumentare, ottenere il sostegno pubblico sarà sempre più difficile se non si affrontano le preoccupazioni sui costi energetici, sull’impatto ambientale e sui disagi a livello locale. Il fatto che le persone preferiscano avere un magazzino Amazon, una struttura spesso criticata per le sue pratiche lavorative e l’impatto ambientale, la dice lunga sulla percezione negativa che circonda i data center.

In definitiva, questi sondaggi dimostrano che il pubblico sta diventando sempre più consapevole dei compromessi associati al progresso tecnologico. Ignorare queste preoccupazioni potrebbe portare a ulteriori resistenze e ritardi nei progetti infrastrutturali essenziali.