Personaggi di alto profilo come l’attrice Nicole Kidman e la regista Chloé Zhao sono alla ricerca di un nuovo tipo di carriera, una che non offra tappeti rossi, stipendi enormi e glamour. Invece, si stanno allenando per diventare doule della morte.

Anche se ad alcuni il termine potrebbe sembrare poco familiare, il ruolo fa parte di un movimento in crescita volto a fornire supporto non medico ai morenti e alle loro famiglie in lutto. Questo spostamento di interesse da parte dell’opinione pubblica evidenzia una tensione culturale più profonda: una società sempre più disconnessa dalla realtà della mortalità, ma più disperata che mai alla ricerca di compagnia alla fine della vita.

Cos’è una Doula della Morte?

Una doula della morte (a volte chiamata compagna di morte) fornisce supporto emotivo, spirituale e pratico. A differenza dei medici e degli infermieri che si concentrano sull’intervento medico, le doule si concentrano sull’esperienza umana della morte.

Il loro lavoro copre un ampio spettro di esigenze:
Supporto pratico: aiuto nell’organizzazione degli affari, etichettatura degli oggetti per gli eredi o assistenza nell’organizzazione del funerale.
Comfort fisico: fornitura di cure di base non mediche, come mantenere il paziente a proprio agio attraverso un tocco delicato o l’igiene orale.
Advocacy: Agire da ponte tra il paziente e l’istituzione medica, garantendo che i desideri del paziente siano rispettati dai medici.
Presenza emotiva: Sedersi con i morenti per fornire conforto e prevenire la solitudine che spesso accompagna la fine della vita.
Supporto al lutto: assistere le famiglie nel periodo immediatamente successivo a una perdita.

È interessante notare che alcune doule affrontano anche le “perdite ombra” : il profondo dolore causato da importanti transizioni della vita come il divorzio, l’infertilità o l’abbandono di una comunità religiosa.

Il “divario di cura” nella società moderna

L’ascesa della doula della morte è una risposta diretta a diversi cambiamenti strutturali nel modo in cui viviamo e moriamo:

  1. Assistenza sanitaria frammentata: l’attuale sistema medico è progettato per curare le malattie e gestire la morte, ma spesso manca la “via di mezzo” di un’assistenza olistica e compassionevole.
  2. Isolamento sociale: Man mano che le famiglie diventano più disperse geograficamente e le affiliazioni religiose diminuiscono, il tradizionale “villaggio” che un tempo gestiva la morte – famiglia allargata e gruppi di lutto in chiesa – si sta restringendo.
  3. Evitamento culturale: La moderna cultura occidentale spesso tratta l’invecchiamento e la morte come qualcosa da temere, nascondere o “risolvere” attraverso costose tecnologie anti-invecchiamento.

Come ha notato Nicole Kidman riguardo alla morte di sua madre, spesso c’è un divario in cui le famiglie vogliono fornire assistenza ma sono sopraffatte dalle esigenze logistiche ed emotive della vita, lasciando la persona morente con la sensazione di isolamento.

Un cambio di prospettiva: dalla paura alla connessione

Perché le persone, comprese quelle con immensa ricchezza e influenza, sono improvvisamente attratte da questo lavoro? Per molti è un modo per affrontare una verità universale che non può essere evitata.

  • Affrontare la mortalità: Per la regista Chloé Zhao, l’addestramento era un modo per gestire la paura della morte che durava tutta la vita. Impegnandosi nel processo, ha cercato di sviluppare una relazione più sana con la propria mortalità.
  • L’effetto pandemico: Gli esperti suggeriscono che la pandemia di COVID-19 ha forzato un confronto intimo e globale con la morte, privandoli della capacità di ignorarla.
  • Apertura emotiva: una tendenza culturale più ampia verso la vulnerabilità e i social media “confessionali” ha reso più accettabile la discussione sull’esperienza umana, inclusa la morte.

“Questa non è una tendenza o una moda passeggera”, afferma Alua Arthur, fondatrice di Going With Grace. “È antico e continuerà nel lungo futuro, molto tempo dopo che io e Nicole Kidman saremo morti.”

Conclusione

Il crescente interesse per le doule della morte riflette un importante perno culturale: un allontanamento dal considerare la morte come un fallimento medico da nascondere, verso il trattarla come un’esperienza umana profonda che richiede comunità, presenza e cure specializzate.